Il lavoro alla corda con il cavallo

Il cavallo è nato libero e montarlo è una scelta fortemente umana. Questo significa che quando svolgo tale attività faccio il massimo per assicurargli la miglior condizione possibile per lavorare in piano, sul salto e in passeggiata.

Negli anni ho quindi imparato a il lavoro alla corda con il cavallo: una pratica che ritengo utile e che apprezzo moltissimo.

Grazie ad un lavoro alla corda settimanale, la muscolatura della mia cavalla Neulache sta riprendendo forma (dopo un periodo forzato di inattività causato dalla quarantena per il coronavirus). Questo cambiamento è tangibile soprattutto quando sono in sella.

Da dove cominciare

L’attrezzatura basilare per iniziare il lavoro alla corda si può trovare già in maneggio: basta una longia lunga 8 metri (una corda piatta, con alle estremità un moschettone da agganciare al “filetto” e, nell’altra, una maniglia fatta con la stessa corda, ripiegata e cucita) e una frusta o uno stick tipo Parelli.

longia 8 metri brunette rider
longia di 8 metri

Voglio precisare che la frusta e lo stick non sono strumenti punitivi, ma sono da interpretare come il prolungamento del nostro braccio: in quest’ottica diventa davvero facile dare comandi chiari, fermi e con gentilezza.

Chi, stupidamente, ricorre a tali mezzi per dispensare violenza gratuita, sta solo rendendo pubblica la sua incapacità e tali comportamenti NON sono mai da incoraggiare.

frusta classica brunette rider
frusta classica
frusta parelli brunette rider
stick parelli

Una semplice longia lunga 8 metri ci permette di allontanare il cavallo restandone comunque connessi, ci consente di insegnargli a girare in cerchio e di fargli mantenere l’andatura prescelta: passo, trotto o galoppo.

Durante le prime esperienze alla longia è necessaria l’assistenza di un istruttore ed è importante focalizzare la propria attenzione su ciò che vogliamo ottenere, per essere il più precisi possibile col nostro amico.

La gestione del tempo

La durata della sessione di lavoro ed il tempismo nell’intervento del cavaliere sono due caratteristiche che rendono unico il nostro operato.

All’inizio l’approccio coi tempi è artificiale, meccanico ma ben presto impareremo ad osservare il nostro cavallo e dalle sue reazioni capiremo ciò di cui ha bisogno.

La durata della sessione di lavoro

In generale, è sempre positivo iniziare dal passo, almeno 5/10 minuti per lato, poi passare al trotto ed infine al galoppo.

La cosa più importante nella fase iniziale è che l’andatura che sceglie il cavallo sia quella da noi richiesta. Se non riusciamo probabilmente siamo stati poco chiari; riproponiamo il comando finché la comunicazione fra noi e il nostro amico sarà forte e chiara.

Il tempismo nell’intervento del cavaliere

Nell’istante in cui il cavallo esegue un comando proprio come lo avevamo immaginato, dobbiamo intervenire immediatamente interrompendo il comando. Solo così possiamo confermargli che sta facendo bene.

Dove agganciare la longia

Ci sono tre opzioni per agganciare la longia da 8 metri al cavallo:

  • la cavezza classica
  • la cavezza tipo Parelli
  • la testiera col filetto

UNA PRECISAZIONE: la parola “cavezza” era ed è tutt’oggi il termine corretto per definire il finimento che passa dietro la nuca a chiudere la testa del cavallo. Tuttavia, ad oggi, è utilizzata nel linguaggio comune anche l’espressione “capezza”.

Cavezza classica

La cavezza classica si usa principalmente per condurre il cavallo fuori dal box e per governarlo. Questo strumento è certamente il meno invasivo, tuttavia da meno controllo. Il lavoro alla corda con la cavezza classica deve essere eseguito in uno spazio ben definito, come un tondino o un piccolo rettangolo, perché nel caso in cui il cavallo fugga possa essere subito bloccato e non rischi di impigliarsi le gambe nella longia. 

cavallo con cavezza classica lavora alla corda

La cavezza classica non è stata la mia prima scelta con Neulache, volevo essere chiara e forte nei comandi all’inizio, ma ben presto, grazie a regole precise ed abitudini consolidate, sono tornata ad utilizzare questo strumento.

Cavezza tipo Parelli

La cavezza tipo Parelli è fatta in corda, con nodi che si appoggiano in prossimità dei nervi del cavallo. Deve essere fatta in modo da creare una pressione incisiva per il cavallo, che vorrà subito correggersi per sottrarsi da tale fastidio.

cavallo con cavezza parelli brunette rider
cavezza Parelli

L’uso di questo strumento per il lavoro alla corda è:

  • per chi non conosce perfettamente il cavallo e vuole un maggiore controllo;
  • per chi è alle prime armi;
  • per l’addestramento di puledri inesperti ed imprevedibili.

La cavezza tipo Parelli si utilizza soprattutto per costruire un rapporto col proprio cavallo e quando è abbinata ai “giochi Parelli” può veramente fare la differenza.

La cavezza Parelli è l’ottimo strumento di controllo che ho usato appena acquistata Neulache, che non aveva idea di cosa stessi chiedendo. Le mie richieste dovevano essere soprattutto precise e forti. In poco tempo, questa cavezza si è rivelata una validissima alleata sia coi giochi che sul controllo. Consiglio a tutti di averne una a disposizione.

Testiera col filetto

La testiera col filetto è una scelta ottimale nel momento in cui il lavoro alla corda diventa più maturo e quindi, associata ad altri strumenti (descritti in seguito) potremo raggiungere un alto grado di precisione.

Un’attenzione particolare va alla scelta del filetto da utilizzare: ogni cavallo ha esigenze proprie e, allo stesso tempo, ogni cavaliere o amazzone ha una mano diversa, per questo è bene scegliere l’imboccatura più adeguata.

Approfondimento: FILETTO PER CAVALLI: COS’E’ E COME SCEGLIERLO

Il fascione per cavalli: cos’è e come usarlo

Il fascione per cavalli è una fascia che viene legata al costato del cavallo. La parte superiore ha diversi anelli che partono dal garrese ed arrivano ai fianchi, mentre la parte inferiore corrisponde ad un sottopancia e riporta in centro un solo anello doppio.

fascione cavallo brunette rider
fascione per cavalli

Molti veterinari lo consigliano come valido supporto fisioterapico e per il potenziamento muscolare. Perchè il fascione abbia un effetto benefico sul cavallo è importante che l’animale sviluppi una reazione in avanti ad ogni andatura.

L’impulso che viene dal posteriore del cavallo è di fondamentale importanza e ci permetterà di ottenere la vera riunione (flessione verticale della testa, abbassamento delle anche, inarcamento verso l’alto della schiena e potenziamento degli addominali, che si accorciano).

La flessione laterale con la longia

Tutti gli essere viventi hanno una parte, destra o sinistra, più sviluppata e una più carente. Per non provocare danni al nostro cavallo è bene bilanciare i suoi due lati.

Dalla mia esperienza, è preferibile riscaldare il cavallo dal suo lato preferito e farlo lavorare solo di seguito dalla parte carente, insistendo per più tempo.

Ben presto il cavallo svilupperà una buona muscolatura simile su entrambi i lati, resta da costruire la flessione laterale.

A tal proposito un valido esercizio è quello di far girare il cavallo col suo naso leggermente rivolto verso il centro del cerchio. La longia passa per l’anello del filetto e si aggancia lateralmente al fascione.

Le redini di ritorno

Amate o demonizzate, le redini di ritorno lavorano sulla flessione verticale del cavallo e hanno come obiettivo quello di far cedere verso il basso la sua nuca.

Il cavaliere si occuperà di far avanzare il cavallo in modo che “metta sotto il posteriore”. Per fare questo serve un notevole impulso, che è possibile trasmettere utilizzando la frusta come prolungamento del braccio umano.

Chiudere solo la parte anteriore del cavallo crea un forte danno, quindi l’uso delle redini di ritorno deve avvenire unicamente quando il cavallo è caldo e predisposto al lavoro in avanti (cioè quando avanza con buone andature).

cavallo con fascione e redini di ritorno brunette rider
la mia cavalla con il fascione e le redini di ritorno

Le redini di ritorno si agganciano all’anello centrale posto sul sottopancia, passano attraverso gli anelli del filetto e si legano agli anelli laterali del fascione.
L’altezza dell’anello si sceglie in base al lavoro che si vuol fare.

Il coronamento del lavoro lo avremo quando potremo abbandonare le redini di ritorno ed usare redini classiche.

I sostituti delle redini di ritorno

Lo snake

Lo snake è una corda unica con due fibbie ai lati che permettono di accorciarlo ed allungarlo a piacere. Si posiziona sulla schiena, si fanno passare le due estremità fra gli anteriori del cavallo e si agganciano con dei moschettoni agli anelli del filetto.

PRO: lo snake, pur avendo una posizione fissa, è una soluzione che non da spazio d’errore e per gli inesperti rappresenta un buon compromesso.

CONTRO: nei cavalli che hanno una struttura molto elastica, lo snake si muove verso destra e sinistra ritmicamente e trasversamente sulla schiena. Tale movimento si ripercuote sulla testa, con la quale il soggetto sembra avanzi dicendo di “no”. Tale oscillazione destra/sinistra si riscontra poi nel cavallo montato e costituisce un difetto grave.

Le redini Pessoa

Le redini Pessoa sono un sistema di corde che, come le redini di ritorno, hanno l’obiettivo di chiudere anteriormente, ma per la loro struttura passano dietro ai posteriori e quindi spingono in avanti il cavallo, limitando di parecchio l’uso della frusta.

cavallo con redini pessoa brunette rider
cavallo con redini Pessoa

Sono adatte ai cavalli che, per avanzare al meglio, hanno bisogno di un intervento costante su tutto il corpo.

Non sono indicate per i cavalli che hanno fastidio quando gli vengono sfiorati i garretti.

Le redini Pessoa sono un’ottima soluzione per chi ha un cavallo da spingere e non ha molta esperienza, per farlo lavorare con un’impostazione precisa. Con tutte le opzioni che può offrire, un fascione è molto più libero, ma certamente più interpretabile.


La “girella”: l’attacco per longia in nylon

Questo piccolo raccordo in nylon fa da ponte fra la longia e la testiera permettendo di distribuire meglio l’azione del comando col minor fastidio possibile al cavallo. E’ utile per i cambi di direzione “al volo”.

Le estremità della girella si agganciano direttamente al filetto e la longia è attaccata al suo anello centrale.

girella per longia cavallo

Conclusioni

Qualunque sia la tua scelta e a qualunque livello tu abbia raggiunto col tuo cavallo, il mio consiglio è quello di pianificare un lavoro graduale che rispetti il fisico e la mente del soggetto trattato.

Le sessioni di allenamento alla corda devono essere costanti: personalmente inserisco questo lavoro 1 o 2 volte a settimana.

Se hai dubbi, cerca aiuto! Sarà il tuo istruttore a darti i consigli più preziosi. Abbi voglia di imparare e vedrai che il miglioramento sarà presto visibile.

Scrivimi nei commenti qui sotto e sui miei canali social per qualsiasi consiglio, domanda e considerazione sul lavoro alla corda.

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Un bacio grande,
Brunette Rider

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