Coronavirus: vademecum per cavalli e cavalieri

Partito dal lodigiano, esteso in tutta la Lombardia, poi in tutto il nord Italia ed infine sull’intero territorio nazionale, il Coronavirus si sta diffondendo tra noi e dal 22 febbraio 2020 il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza.

Secondo le trasmissioni di indagine televisiva, sembrerebbe che il primo contagio in Europa sia stato fra un Cinese ed un Tedesco in Germania, che poi si sia recato a Codogno (LO) per un evento agricolo, dando inizio alla diffusione del virus in Italia.

Detto anche Covid 19, il coronavirus è un virus che si manifesta con febbre alta, serie difficoltà alle vie respiratorie e nei casi peggiori può portare anche all’assistenza in terapia intensiva, al coma e nei casi peggiori alla morte.

L’emergenza coronavirus in Italia

22 febbraio 2020
Inizia l’emergenza e viene data dal Governo l’indicazione di limitare quanto più possibile gli spostamenti. In risposta, si verificano assalti in massa ai supermercati, qualcuno inizia a rimanere un po’ di più in casa e poche persone indossano mascherine e guanti per uscire. In questa fase, tutti vanno al lavoro e nel weekend, anche se ci si accalca meno nei centri commerciali, molte persone escono per fare una passeggiata al parco.  

In maneggio si va regolarmente e questo non sembra costituire un grosso problema: si tratta di occuparsi del proprio cavallo, inteso come animale domestico, con la differenza della stazza e quindi non gestibile da casa. 

10 marzo 2020
Con valenza immediata, arriva il decreto che limita pesantemente gli spostamenti, visto che molte persone non hanno capito la gravità della situazione ed i contagi crescono velocemente: in ospedale a Cremona, Bergamo, Brescia, Milano viene dichiarata l’emergenza sanitaria e la zona del lodigiano diventa “zona rossa”, completamente isolata dal mondo. 

Da questo momento tutte le associazioni di interesse equestre come FISE, FITETREC ANTE, ENGEA consigliano ai proprietari di cavalli di restare a casa e di lasciarli gestire dal personale dei maneggi dove si trovano. 

11 marzo 2020
L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiara lo stato di pandemia mondiale.

Restiamo a casa, è importante!

#iorestoacasa è uno slogan che sta unendo tutto il mondo sulle tv e sui social come Instagram e Facebook: l’obbiettivo è quello di evitare quanto più possibile gli assembramenti fra le persone al fine di contrastare la diffusione del coronavirus e di spostare quanto più possibile il picco dei contagi.

Le strutture sanitarie sono in forte sofferenza, non ci sono abbastanza posti letto, mancano i respiratori e scarseggia l’attrezzatura di primaria importanza in questi casi: mascherine e tamponi per l’analisi non sono sufficienti per tutta la popolazione. Contenere il propagarsi di Covid 19 significa decongestionare gli ospedali e riportare ad un ritmo adeguato di lavoro tutti quei medici ed infermieri che stanno facendo turni estenuanti da ormai oltre un mese.

Il lavoro frenetico porta al caos e nell’emergenza non si opera al 100% delle proprie facoltà. Se tutti restiamo a casa ed i contagi iniziano a diminuire, gli ospedali torneranno alla normale routine ed in caso di nuovi contagi le persone potranno essere curate meglio e con più calma.

Davanti ai molti appelli di medici e infermieri, qualsiasi cavallo in maneggio, che può tranquillamente mangiare, bere, restare a paddock ed essere mosso, passa in secondo piano. Ora, al primo posto, ci siamo noi, la nostra salute e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre facoltà per tornare quanto prima alle nostre vite di tutti i giorni.

I nostri cavalli sono in buone mani

Le associazioni di categoria come FISE, FITETREC ANTE, ENGEA e molte altre hanno prontamente sospeso tutte le manifestazioni e competizioni al fine di evitare qualsiasi occasione di assembramento.

Ci hanno chiesto l’osservanza delle restrizioni contenute nel Decreto ministeriale del 10 marzo e quindi di affidare i nostri cavalli alle strutture dove risiedono, che i gestori se ne sarebbero occupati nel migliore dei modi avendo le conoscenze necessarie per far fronte alla situazione.

Tuttavia, siamo in un mondo che fa vivere il cavallo come un animale domestico, come fosse un cane, un gatto o qualsiasi altro essere che ospitiamo nelle nostre dimore, l’unica differenza sta nella dimensione: un equino nella quasi totalità dei casi non è gestibile da casa.

Ovviamente è dura: manca il contatto con il cavallo, il potersene occupare nel dettaglio, solo come ognuno di noi sa fare e di godere di tutto ciò che moralmente sa darci.

Dobbiamo resistere e restare a casa! Ora tocca ai gestori dei maneggi, che certamente faranno del loro meglio ed i nostri cavalli staranno bene.

Come si è adeguato all’emergenza coronavirus il mio maneggio di fiducia

La mia cavalla è stata affidata al Maneggio Orsini (su insta: @maneggio.orsini), una struttura della quale ho sempre avuto molta stima e fiducia. Ne ho la conferma oggi più che mai, vista l’ottima gestione durante la situazione attuale.

Purtroppo la famiglia, che gestisce l’attività e proprietaria della struttura, ha subito una gravissima perdita a seguito del contagio da COVID 19. Il rammarico più grande è stato quello di non poter partecipare alle solenni esequie di una persona benvoluta da tutti e fondamentale per questo maneggio.

È stato faticoso per loro riprendere il ritmo e non nascondo la preoccupazione per questa situazione del tutto surreale, ma il gestore ha continuato ad occuparsi in modo eccellente dei nostri cavalli nonostante tutto e con una grandissima forza d’animo.

Eccezioni per amazzoni e cavalieri

Innanzitutto, si può recare in maneggio il proprietario che ha il cavallo con situazione sanitaria compromessa e con certificato veterinario che ne comprovi la necessità o in caso di emergenza qualora il gestore ritenesse fondamentale la presenza della proprietà dell’animale. 

Le associazioni di categoria hanno ritenuto utile abbassare le garanzie delle assicurazioni di amazzoni e cavalieri non professionisti e non agonisti al fine di contrastare le presenze in maneggio: non si può più montare
In caso di incidente a cavallo, inoltre, gli operatori sanitari subirebbero un ulteriore sovraccarico di pazienti in ospedale in un momento già di per sé critico.

Limitare le garanzie assicurative negli sport è uno strumento per evitare gli assembramenti, ma per noi amazzoni e cavalieri non si tratta di semplice attività fisica, piuttosto del rapporto profondo col nostro cavallo.

Cani e gatti, facilmente gestibili da casa, non sono stati negati, i cavalli per ora sì e questo rappresenta un doppio sacrificio per chi pratica sport con una particolare “attrezzatura” che è viva e ha un cuore.

Confido nelle varie associazioni quali FISE, FITETREC ANTE, ENGEA e molte altre, che vogliano tutelarci e farci tornare quanto prima dai nostri cavalli.

Conclusioni

Per fronteggiare al meglio la situazione coronavirus non resta che affidarsi ai propri maneggi e informarsi circa lo stato di salute dei propri cavalli. Ci sono persone che si sono organizzate in gruppi su skype, conversazioni whatsapp e che combattono al meglio la distanza dal proprio cavallo.

Al ritorno alla normalità troveremo cavalli più riposati, forse con una forma fisica non perfetta, ma saremo mancati molto anche a loro e non resterà che riprendere tutto daccapo: è un’assenza forzata dalla quale voglio cogliere, per quanto possibile, qualcosa di positivo e allora immagino di aver voluto mettere Neulache a prato per un pò…

VLOG: come pulisco la mia attrezzatura

A noi amazzoni e cavalieri invece non resta che tenersi occupati a casa con attività fisica e, come faccio personalmente, riordinando e pulendo minuziosamente tutto ciò che ho a casa per me e per la mia cavalla. Vi spiego tutto nel mio Vlog di domenica 29 marzo 2020:

Un bacio grande e alla prossima,
Brunette Rider

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